Originariamente dedicata a S. Nicola, costituì, sin verso la fine del XVIII secolo, il primitivo duomo di Soriano.

Img_2816La sua originaria struttura medievale – ancora riconoscibile in alcuni tratti, delle mura perimetrali e dell’abside – subì profonde trasformazioni in epoca rinascimentale, come è deducibile da elementi decorativi presenti all’esterno, sulla parete destra. Infine, verso il 1719, la chiesa acquistò l’aspetto odierno per volontà della famiglia Albani (alla quale si riferisce lo stemma collocato sull’alto della facciata).
Anche la torre campanaria, costruita nel XV secolo, a due ordini di bifore e sormontata da una cuspide (con altezza complessiva di circa 34 metri) è stata più volte restaurata in epoche posteriori. Nell’interno ad una navata, a pianta rettangolare con angoli arrotondati, sono notevoli:

  • l’altare maggiore, barocco, con paliotto ad intarsi marmorei e tabernacolo scolpito;
  • un oliario marmoreo del XV secolo, tradizionalmente attribuito ad Andrea Bregno, con scolpiti a bassorilievo la colomba dello Spirito Santo, il Battesimo di Gesù e due angeli oranti;
  • la pala del primo altare a sinistra, raffigurante S. Giuseppe in Gloria, S. Francesco Saverio, S. Antonio da Padova e S. Carlo Borromeo, opera del celebre pittore polacco Taddeo Kuntze (1727 – 1793)

Sul sagrato della chiesa avvenne, nel 1435, la decapitazione di Giacomo di Vico, che si era ribellato al Papa Eugenio IV, appropriandosi di estesi territori della Tuscia già direttamente sottoposti alla Santa Sede.