Sorge presso le catacombe fatte scavare da S. Eutizio, prete originario di Ferento, evangelizzatore del territorio sorianese e di quelli limitrofi, martirizzato quasi sicuramente durante la persecuzione ordinata da Diocleziano, tra il 303 e il 305 D.C.

Un primo oratorio dedicato al Martire fu costruito – accanto alle catacombe nelle quali il Martire era stato sepolto – subito dopo l’Editto di Tolleranza del Cristianesimo, emanato da Costantino nel 313. Trasformato in basilica, successivamente crollata, il santuario fu poi riedificato verso la fine del XV secolo. Infine, nel 1740, gli Albani – allora signori di Soriano – pur conservando il preesistente alto campanile, fecero nuovamente costruire la Chiesa, così come sostanzialmente oggi ci appare, sebbene con rimaneggiamenti successivi.

L’interno è a pianta ottagona, con altare maggiore sovrastante ad un’ampia cripta, ove sono custodite le spoglie del Santo. Nel lato sinistro del presbitero è collocata una pregevole tela rotonda settecentesca, raffigurante la Madonna col Bambino, attribuita a Sebastiano Conca.

Nella cripta, incorporati nella struttura attuale, sono visibili vari pilastri e tratti di parete in pietra viva, appartenuti al primitivo santuario ed una piccola pittura votiva, presumibilmente del XIV secolo. In un locale attiguo alla Chiesa, è custodito un piccolo antiquarium.

Dal lato destro della cripta si accede alle catacombe, nella parte del complesso rimasto integro, ove è riposta la cd. “pietra di S. Eutizio”. Contiguo al Santuario è un convento, custodito dal 1744 dai Passionisti, qui guidati inizialmente dal loro fondatore S. Paolo della Croce.