Parlare del Premio “Gli Oleandri” non può prescindere da un salto indietro nel tempo, quello del dopoguerra sorianese caratterizzato da una spinta formidabile e da una voglia irrefrenabile di migliorarsi. Per Soriano una nuova rinascita sociale e culturale, poi impressa dai più in quella frase “Perla del Cimino” che ne avrebbe sintetizzato felicemente lo slancio e le sensazioni positive dei forestieri. E’ in quegli anni che si afferma un luogo speciale, una finestra aperta sul borgo di Soriano: gli Oleandri.
Il giusto tributo a Piero Vecchiarelli
E’ una passeggiata frequente quella che fanno i sorianesi lungo la pensilina di via Cesare Battisti e, quando si passa davanti agli Oleandri, un tempo indimenticabile albergo-ristorante, come non ricordare Piero.  Quante sere molti sorianesi hanno trascorso insieme a Lui a parlare di come poter organizzare la vita culturale del paese o migliorarne i servizi che lo stesso avrebbe voluto ampliare, rinnovare. Di questo è stato attore in prima persona, per aver dato per anni, lui e la sua famiglia, un contributo di alta professionalità alla cittadina attraverso quel nome “Gli Oleandri”, fatto conoscere in tutta Italia quale meta di tanti turisti.
L’esposizione d’arte e il premio
Artisti in estemporanea “Nei Giardini di Piero”, cui è abbinato il Premio “Gli Oleandri”, é un evento che, nato nel 2013, prende le mosse proprio da questi ricordi e sensazioni; potrei quasi dire “suggerito da lui”. Una giornata dedicata alla pittura e alla creatività, in un luogo che lo stesso Piero volle fortemente e che ebbe l’occasione di curare nei minimi particolari, rendendolo suggestivo e gradevole, memore del preziosismo lasciato dalla storia, con le sue terrazze e le armoniose costruzioni che completano il complesso dei Chigi-Albani. Un pezzo di Soriano, insomma, ove far rivivere la poesia artistica di un tempo. E chissà, se questo evento, sia solo l’inizio di una rinascita culturale e sociale. Ai posteri l’ardua sentenza.